Archive for Ottobre, 2007

La tariffa telefonica diventa unica

Lunedì, Ottobre 29th, 2007

Ad agosto l’Autorità per le Comunicazioni ha autorizzato il servizio di integrazione tra telefono fisso e mobile. Dopo la battaglia tra Telecom e Vodafone, che ha incendiato l’estate, ora la guerra sembra finita. O almeno si è spostata su un altro campo, quello commerciale. Nei negozi sono arrivati i primi apparecchi da usare sia a casa sia fuori. Il funzionamento è semplice. Quando questo simil-cordless riceve una telefonata è capace di distinguere se questa arriva da un telefono fisso o da un cellulare e di conseguenza applica la tariffa adatta.
Telecom ha lanciato l’offerta chiamata ‘Unica’. Chi la sceglie viene fornito di un cellulare Nokia E65 che funge da cordless quando siamo in casa e da cellulare di tipo Umts quando siamo in giro. Nell’offerta è compreso anche l’uso di Internet senza limiti di tempi, Alice Home tv e l’apparecchio telefonico.

Questi i costi: si pagano 99 euro una tantum e altri 78,53 euro al mese. Non certo a buon mercato, ma se chiamiamo da casa possiamo fare telefonate illimitate a tutti i numeri fissi e 30 minuti di telefonate sulla rete mobile.

Vodafone, invece, propone ‘Casa libera che non prevede costi di attivazione o canoni mensili. Il mio numero di casa viene inserito nella sim del mio cellulare Vodafone, in questo modo se qualcuno compone il mio numero io riceverò la telefonata sia fuori che dentro casa. In pratica un incubo. Non bastava la segreteria telefonica se non eri in casa o non eri disponibile ora devi rispondere per forza, anche se non ti va.

Tornando all’offerta Vodafone questi sono i costi: cinque centesimi al minuto (più 15 di scatto alla risposta) per chiamare la rete fissa. Questa tariffa può essere installata anche su un nuovo telefono non per forza sul cellulare. La macchina del controllo totale continua inesorabilmente la sua corsa e si staglia nel futuro 1984.

Giù le mani dal mio bucato!

Mercoledì, Ottobre 17th, 2007

Terrore! Ecco il sentimento che provo quando apro il cestone dei panni sporchi. E la seconda reazione a catena è …. E ora? Montagne di indumenti di tutti i colori che emanano un odore misto di chiuso e di sudore (lo sa bene chi frequenta una palestra e getta pantaloncini e magliette insieme agli altri capi, alla faccia delle più comuni norme igieniche) ci guardano con fare beffardo sapendo che provocheranno, con tutta probabilità, litigi furiosi con i nostri figli, per la maglia preferita ristretta, e la quasi separazione con il caro maritino a causa di un corredo intimo rosa pallido. Allora, prendo fiato ed inizio a dividere i capi per colore (bianco, colorati, scuro e biancheria di casa) e per tipi di fibra (artificiale, sintetica, animale e vegetale). Per fare questo mi affido o alla memoria (certi miei vestiti hanno un’età indefinita tipo tartaruga gigante di Darwin) oppure leggo l’etichetta, che rimane sempre il miglior modo per evitare guai, anche se a volte sarebbe necessario un interprete simultaneo. Naturalmente è sempre meglio separare anche i panni molto sporchi da quelli delicati. Le macchie vanno trattate prima del lavaggio. Per togliere le macchie in modo efficace bisogna essere veloci, anche se questo comporta un ritardo al lavoro e una segnalazione al capo turno. Si deve sciacquare la macchia con acqua tiepida o fredda strofinando leggermente (vietatissimo usare l’acqua calda perché fissa la macchia) poi si deve lasciare il capo in ammollo nell’acqua in cui si è sciolto il detersivo. Ho sentito dire che i detersivi biologici sono perfetti per le macchie organiche (sangue, sudore) e per quelle degli alimenti come il vino, caffé ecc., mentre per le macchie di biro ci vuole il sapone a scaglie. Sinceramente non ho mai provato. Quando ho fretta uso uno smacchiatore di quelli da mettere direttamente sulla macchia e poi butto il capo in lavatrice. Per ora ha sempre funzionato. Ora arriva il passaggio che regolarmente dimentico: controllare le tasche dei pantaloni. Quante volte mi è capitato di aprire il cestello della lavatrice e trovare una nevicata natalizia degna degli anni ’80. Ma questo non mi fa desistere e ogni volta il miracolo di Natale si ripresenta. Un’altra cosa importante è chiudere le cerniere, i bottoni ed i ganci dei capi e capovolgere i jeans e i pantaloni in cotone. Se in lavatrice mettete anche il vostro reggiseno di pizzo e la sottoveste delle grandi occasioni (molto male, andrebbero assolutamente lavate a mano), almeno abbiate l’accortezza di riporle in una federa che farà il possibile per proteggerle ed usare un sapone liquido, più delicato di quello in polvere. A lungo andare i capi bianchi tendono ad ingiallirsi se vengono lavati con acqua troppo calda, mentre le fibre naturali tendenzialmente si restringono. Fate attenzione quindi e se li lavate a mano, sciacquateli accuratamente e togliete ogni traccia di sapone. Come ultima raccomandazione, non caricate il cestello con chili e chili di vestiti perché il risultato potrebbe essere terribile per la vostra autostima. Ma la regola fondamentale, al di là di queste dritte, da rispettare sempre e comunque, è quella di non permettere a proprio marito di avvicinarsi alla lavatrice (figurarsi di fargliela usare), neanche se siete costrette a mettertvi gli stessi vestiti da giorni. Un momento di tempo per il fare il bucato lo troverete prima o poi.

Rogito e pagamenti ‘in nero’

Lunedì, Ottobre 1st, 2007

Il rogito è il documento finale di una compravendita, è l’atto formale in cui si sancisce l’avvenuto passaggio di proprietà. All’interno del rogito sono riportati tutti i dati identificativi dell’unità immobiliare. Come è ben noto, tale documento viene steso da un notaio, scelto dall’acquirente, che provvede alla registrazione e alle incombenze che la legge italiana prevede. Il notaio, inoltre, provvede al pagamento delle tasse sull’atto che verranno poi integralmente rimborsate dall’acquirente. All’atto del rogito deve essere corrisposto il totale prezzo dell’immobile oppure, nel caso non sia possibile pagare subito e sia necessaria una dilazione, deve essere attivato un mutuo con un istituto di credito.
Per la legge italiana è obbligatorio riportare nell’atto l’importo dovuto all’agenzia immobiliare e le modalità di pagamento concordate. Diventa difficile quindi poter ricorrere a pagamenti ‘in nero’, dal momento in cui deve essere riportata anche la partita IVA dell’intermediario. Dichiarare un imponibile pari o di poco superiore al valore catastale – come sottolinea ‘Il Sole 24ore’ - mette il contribuente al riparo dall’azione di accertamento di valore ma non dalla sanzione per occultamento di corrispettivo. Nel caso in cui, infatti, venga accertato dal Fisco che il valore trasferito è maggiore del prezzo dichiarato e, quindi, di fatto, il corrispettivo convenuto viene occultato, oltre al pagamento della maggiore imposta dovuta sulla differenza tra il prezzo reale e quello dichiarato nell’atto, viene applicata una sanzione fiscale dal 200 al 400% dell’imposta dovuta sulla differenza. E questo anche se il prezzo dichiarato è pari o superiore ai parametri catastali. Ma non è finita qui. In caso di occultazione lo Stato ha privilegio sugli immobili oggetto di compravendita (articolo 2772, Codice civile), con la conseguenza che gli immobili possono essere espropriati, a soddisfacimento di questo credito d’imposta, anche nei confronti del terzo acquirente. Buona norma è quindi non accettare compromessi di questo tipo che consentono un risparmio immediato ma mettono l’acquirente in condizione di subire gravi danni e pesanti sanzioni. Inoltre, è consigliabile sempre farsi rilasciare delle ricevute per ognuna delle somme versate, siano essi in acconto o a saldo, facendo bene attenzione a come le somme vengono qualificate (acconto, caparra confirmatoria o caparra penitenziale). E’ altamente sconsigliato, poi, fare assegni in bianco o senza data.