Posts Tagged ‘consigli’

Il decalogo del perfetto vacanziere

giovedì, luglio 29th, 2010

Luglio, tempo di vacanze. Ma mentre facciamo le valige, non scordiamoci di pensare alla casa.

Capita spesso di trovare sgradite sorprese al nostro ritorno: piante secche, pavimenti allagati o, peggio ancora, cassetti svuotati.

Vediamo allora dieci consigli per partire più sereni:

  1. ricorda di chiudere tapparelle e finestre: eviterai incursioni indesiderate di insetti, acqua piovana e malintenzionati;
  2. installa i gancetti di sicurezza sulle tue tapparelle: si trovano in qualunque ferramenta e bastano un paio di viti per fissarle. Sono un arma in più contro i ladri;
  3. posiziona degli allarmi portatili davanti alla porta e alla porta-finestra del terrazzo: il rumore spaventerà eventuali intrusi;
  4. non lasciare grosse somme di denaro o preziosi incustodite. Se non hai una cassaforte, versa i soldi in banca e affida i tuoi oggetti di valore a qualcuno di fiducia;
  5. Chiudi il rubinetto del gas e dell’acqua; può sembrare banale, ma può succedere di dimenticare questo passaggio e le conseguenze possono essere anche molto gravi: dalla perdita di gas all’allagamento (con conseguente pagamento dei danni all’inquilino del piano di sotto!);
  6. chiedi a un conoscente fidato di innaffiare le piante, oppure metti un erogatore automatico a tempo con delle canalette che colleghino i vasi; in ogni caso, sposta i vasi nel punto più ombroso del terrazzo, per scongiurare che il sole faccia seccare le piante;
  7. se hai trovato qualcuno per le piante, ti può ritirare anche la posta: una buchetta traboccante è un invito a nozze per i ladri;
  8. approfitta della tua assenza per sbrinare frigorifero e freezer. Impegnati a esaurire le scorte prima della partenza, poi togli la corrente al frigorifero. Basterà mettere qualche straccio sul pavimento e un paio di bacinelle in corrispondenza delle bocchette di scolo. Al ritorno basterà dare una passata con bicarbonato o acqua e aceto per averlo più pulito che mai;
  9. ricorda che ci sono molte strutture attrezzate per accogliere cani e gatti; quando organizzi la tua vacanza tieni conto degli amici a quattro zampe: non abbandonarli;
  10. dai una rassettata generale: al tuo ritorno avrai già abbastanza da fare tra valige da svuotare e lavatrici da caricare per metterti a rimediare al caos precedente; è un piccolo sacrificio che bisogna affrontare.

Buone ferie!

Perché le mosche sono così attratte dai lampadari?

giovedì, luglio 15th, 2010

Non è certo stagione per tenere le finestre chiuse e non c’è zanzariera che tenga. C’è sempre qualche mosca che ronza sotto il lampadario. Ma perché le mosche trovano così irresistibili i nostri lampadari e come possiamo fare a liberarcene?

Un passo alla volta. Cominciamo dicendo che c’è mosca e mosca: gli insetti ossessionati dai lampadari sono per lo più appartenenti alla famiglia delle Fannidae, con la Fannia canicularis Linnaeus e a quella dei Muscidi, come la Musca domestica.

La prima è un dittero dal torace grigio con una macchia gialla e le zampe nere, che raggiunge circa 6 mm di dimensione in età adulta. Fa la  sua comparsa nelle nostre case già all’inizio della primavera, prima di ogni altro simile.

Quello che è curioso di questo insetto è il modo di volare: queste piccole mosche domestiche seguono traiettorie di forma triangolare e quadrangoloare irregolari e possono volare per molte ore senza sosta, per perlustrare l’area. Se le lasciamo ronzare indisturbate, possono eseguire il loro pattern geometrico di traiettorie anche per tutta la giornata sotto il nostro lampadario.

Ma perché questa adorazione maniacale per i lampadari? Gli entomologi ci spiegano che la ragione di questo comportamento è dovuta alla posizione dell’oggetto nella stanza. Un lampadario è generalmente collocato al centro di un ambiente e per questo interessa il dittero nella sua perlustrazione. Si parla di tropismo, o tattismo, per descrivere la relazione dell’insetto con lo stimolo esterno.

Generalmente sono gli esemplari maschi che si dedicano alla perlustrazione degli ambienti domestici umani, mentre le femmine restano generalmente negli spazi aperti.

Le mosche domestiche sono dotate di un gran numero di recettori sensoriali, e sono perciò massicciamente soggette agli stimoli esterni. La carta moschicida esercita un fascino letale quanto irresistibile per questi insetti perché è imbevuta di sostanze dolci oltre che di colla: il richiamo esercitato è così forte che la mosca non sa resistere e rimane intrappolata.

Così anche per il lampadario: durante la bella stagione, nei nostri ambienti domestici si crea un micro-clima favorevole per questi insetti. Il grado di luminosità, l’immobilità dell’aria, il grado di umidità e la possibilità di procacciarsi facilmente del cibo rendono le nostre case luoghi molto appetibili.

Di giorno, a luci spente, volano sotto il lampadario perché è il punto centrale della stanza per controllare l’ambiente alla ricerca di cibo. La notte, quando il lampadario è acceso, se ne servono come se fosse un faro, perché non sanno intercettare gli ostacoli al buio, come ad esempio fanno le zanzare.

Allora, come possiamo liberarcene? I ditteri sono infastiditi dall’odore della benzina: basta quindi strofinare con un panno inumidito la superficie del lampadario per far scappare gli ospiti indesiderati.

Illuminazione domestica: le novità 2010

lunedì, maggio 17th, 2010

La fine del lampadario è ormai segnata. Lo sapevamo già, ma la conferma ci è arrivata anche dal Salone del Mobile di Milano.

I designer sembrano decisamente orientati verso un nuovo concetto di illuminazione domestica in cui gli ambienti non sarebbero più rischiarati da un’unica fonte al centro della stanza, ma da più punti luce, che prendono forma su appliques, piantane e lampade da tavolo.

L’intento è quello di creare un’atmosfera calda e accogliente con la luce, oltre che con l’arredamento. Guardiamo alcune proposte.

De Majo Illuminazione presenta Parco di Luca Sacchetti e Babol di Nicola Grandesso. Il primo progetto prevede lampade lineari, che si immergono nell’ambiente, quasi mimetizzandosi, grazie all’uso di teak e di metallo color bronzo. Il secondo giovane designer ha concepito una lampada da tavolo elegante e scanzonata, composta da 12 sfere di vetro bianco lucido che riprende lo schema del Solido platonico del dodecaedro.

Axo Light, poi, presenta le tre creazioni di Manuel Vivian: Stormy, un applique etereo, dalla forma sinuosa di nuvola, Vasily, un raffinatissimo sistema di luci composto da fogli di metallo piegato, e Polia, il libro di luce minimal. La collezione è ha uno stile essenziale e moderno, e propone veri e propri gioielli da parete, adatti sia per la zona notte che per la zona giorno.

Slamp punta tutto sull’atmosfera: Atlante, di Nigel Coates ha inserito una corona di 8 lampadine dentro a un paralume di Cristalflex fumé, ottenendo una luce cangiante e calda. Adriano Rachele ha realizzato una nuvola d’haute couture in Veli, un applique con soffici balze di stoffa che ha un pratico attacco magnetico. Con Ceremony, invece, Bruno Rainaldi ha voluto rivisitare il classico chandelier con una sospensione di grande fascino, composta da tanti cerchi concentrici ch disegnano sensuali giochi di luce nella stanza.

Martinelli Luce ha tre idee su come dovrebbero essere le lampade da tavolo: Elica di Brian Sironi, pratica e minimalista, premiata con l’IF Best Design Award Gold 2010, Cleo di Andrea Zanini, un foglio di luce di forma triangolare, il globo bianco di Sergio Asti, Scafandro. Per le proposte verticali, infine, troviamo Slim di Silvio de Ponte, un applique di metallo traforato, e la solida piantana a due fuochi Brick, disegnata da Emiliana Martinelli.

Le regole per congelare correttamente gli alimenti

venerdì, novembre 6th, 2009

Freezer

Ho trovato veramente istruttivo ed utile l’articolo di Repubblica, scritto da Katia Ancona, che spiega alcune semplici regole per congelare correttamente gli alimenti mantenendo inalterate le loro proprietà. Il mio freezer è, infatti, un agglomerato fumante di cibi di ogni genere, stipati all’inverosimile in uno spazio angusto. Ogni volta che decido di prendere qualcosa fuori per cena mi ritrovo a cercare in modo convulso tra sacchetti e sacchettini senza riuscire mai ad individuare quello che mi serve ma ritrovando, con sorpresa, cibi che credevo ormai estinti, come avanzi di cene di natali passati o il cioccolato delle uova di pasqua del ’93.

(continua…)

Per vetri splendenti c'è l'ammorbidente. Provare per credere

lunedì, giugno 8th, 2009

Vetri puliti e profumati con l'ammorbidente

I vetri, questi sconosciuti. Confesso di essere una di quelle persone che ne dimenticano allegramente l’esistenza, salvo poi tornare alla dura realtà quando mi rendo conto che fuori sembra esserci la nebbia…

Allora mi armo di santa pazienza e le provo tutte: il classico rimedio dell’aceto diluito in acqua e del giornale per asciugare; quello dell’acqua più ammoniaca, e via, asciugare; un’amica mi ha anche consigliato di usare acqua e detersivo per i piatti ma, forse perché ho ecceduto col sapone, si è formata una schiuma che non riuscivo più ad eliminare. Insomma, sarò imbranata io ma gli aloni rimangono sempre.

Ma forse la formula magica per avere vetri puliti a lungo esiste. Navigando qua e là ho scovato questo metodo che pare essere miracoloso: mettete mezzo tappo di ammorbidente in un secchio d’acqua, passate con un panno umido e poi asciugate con una pezza o con il classico foglio di giornale. Chi lo ha provato è entusiasta e io mi accingo a farlo. Pare anche che, grazie all’ammorbidente, i vetri siano profumati e la polvere scivoli via lasciandoli pulti più a lungo.

Unica pecca: il metodo non è ecologico, quindi andateci piano con l’ammorbidente!

Altri consigli su Come pulire i vetri senza lasciare aloni!