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Perché le mosche sono così attratte dai lampadari?

giovedì, luglio 15th, 2010

Non è certo stagione per tenere le finestre chiuse e non c’è zanzariera che tenga. C’è sempre qualche mosca che ronza sotto il lampadario. Ma perché le mosche trovano così irresistibili i nostri lampadari e come possiamo fare a liberarcene?

Un passo alla volta. Cominciamo dicendo che c’è mosca e mosca: gli insetti ossessionati dai lampadari sono per lo più appartenenti alla famiglia delle Fannidae, con la Fannia canicularis Linnaeus e a quella dei Muscidi, come la Musca domestica.

La prima è un dittero dal torace grigio con una macchia gialla e le zampe nere, che raggiunge circa 6 mm di dimensione in età adulta. Fa la  sua comparsa nelle nostre case già all’inizio della primavera, prima di ogni altro simile.

Quello che è curioso di questo insetto è il modo di volare: queste piccole mosche domestiche seguono traiettorie di forma triangolare e quadrangoloare irregolari e possono volare per molte ore senza sosta, per perlustrare l’area. Se le lasciamo ronzare indisturbate, possono eseguire il loro pattern geometrico di traiettorie anche per tutta la giornata sotto il nostro lampadario.

Ma perché questa adorazione maniacale per i lampadari? Gli entomologi ci spiegano che la ragione di questo comportamento è dovuta alla posizione dell’oggetto nella stanza. Un lampadario è generalmente collocato al centro di un ambiente e per questo interessa il dittero nella sua perlustrazione. Si parla di tropismo, o tattismo, per descrivere la relazione dell’insetto con lo stimolo esterno.

Generalmente sono gli esemplari maschi che si dedicano alla perlustrazione degli ambienti domestici umani, mentre le femmine restano generalmente negli spazi aperti.

Le mosche domestiche sono dotate di un gran numero di recettori sensoriali, e sono perciò massicciamente soggette agli stimoli esterni. La carta moschicida esercita un fascino letale quanto irresistibile per questi insetti perché è imbevuta di sostanze dolci oltre che di colla: il richiamo esercitato è così forte che la mosca non sa resistere e rimane intrappolata.

Così anche per il lampadario: durante la bella stagione, nei nostri ambienti domestici si crea un micro-clima favorevole per questi insetti. Il grado di luminosità, l’immobilità dell’aria, il grado di umidità e la possibilità di procacciarsi facilmente del cibo rendono le nostre case luoghi molto appetibili.

Di giorno, a luci spente, volano sotto il lampadario perché è il punto centrale della stanza per controllare l’ambiente alla ricerca di cibo. La notte, quando il lampadario è acceso, se ne servono come se fosse un faro, perché non sanno intercettare gli ostacoli al buio, come ad esempio fanno le zanzare.

Allora, come possiamo liberarcene? I ditteri sono infastiditi dall’odore della benzina: basta quindi strofinare con un panno inumidito la superficie del lampadario per far scappare gli ospiti indesiderati.

Nuova luce alla casa con le tende da interni

mercoledì, giugno 2nd, 2010

Hai mai pensato quanto sia importante la luce per creare l’atmosfera di una stanza? Non è solo il colore delle pareti, il tipo di mobili e gli accessori, che hanno pur un loro peso. E’ la luce a dare il tocco decisivo.

Abbiamo già visto insieme quali siano le tendenze sui punti luce artificiali. Oggi vorrei fare il punto su come sfruttare al meglio la luce naturale per dare calore e personalità alla casa. E non bisogna concentrarsi solo sul salotto: ogni stanza della casa merita attenzione.

E quale miglior modo per sfruttare la luce naturale se non con delle tende da interni? Archiviamo definitivamente le tende bianche ricamate a fiori da lista nozze degli anni ’60, che invecchiano qualunque ambiente, e giochiamo con i colori, i tessuti e le trasparenze per dare più carattere alla nostra casa.

In commercio si trovano molte tipologie di tenda tra cui scegliere: lunghe fino al pavimento, corte, mono-telo, arricciate, fermate ai lati, a rullo.

Quelle che io preferisco sono quelle lunghe con bastone. Sono generalmente composte da due teli e un bastone scorri-tenda fissato al muro.

Si tratta di un modello molto versatile: ideale per le porte-finestre e i punti luce più ampi, può dare un tocco particolare anche alle finestre di dimensioni standard. E’ sufficiente installare il bastone con le decorazioni che più vi piacciono e infilarvi i passanti della tenda.

Se amate i giochi cromatici, o se avete bisogno di un grado di copertura maggiore, potete pensare a una sovrapposizione: una prima tenda, di un tessuto più spesso e di un colore più neutro, vicino al vetro e una tenda più sottile e colorata verso l’interno della stanza. Questo può essere realizzato fissando due bastoni o alternando i passanti dei diversi teli lungo un unico bastone.

Possiamo anche sovrapporre una tenda lunga di organza colorata a due tende corte, per le finestre standard, per dare un tocco orientale alla stanza.

Gli abbinamenti di colore più indicati sono quelli tono su tono: si addicono a qualunque stile. Si possono accostare tra loro toni di giallo, arancio, rosso e rosa; e ancora azzurro, blu e verde. Divertitevi anche a mixare fantasie e tinte unite.

Sono più indicati per le case in stile moderno invece gli abbinamenti a contrasto: bordeaux e bianco, oro e marrone, viola e argento hanno un forte impatto visivo, che si può rivelare un grosso pugno nell’occhio se non è in armonia con la stanza.

Non dimentichiamoci poi degli accessori che si possono abbinare alle tende. Mettiamo al bando le passamanerie a pennacchi della nonna, a favore di pratiche decorazioni a calamita, che arricciano, impreziosiscono e danno forma alla tenda.

Il gioco è fatto! Quando poi sarà ora di staccare tutto per una rinfrescata, dai un’occhiata ai consigli di Valentina per la pulizia delle tende.

Come curare le piante d'appartamento in Inverno

giovedì, dicembre 3rd, 2009

Piante in inverno1

Nel periodo autunnale ed invernale le piante sono costrette ad adattarsi alle variate condizioni ambientali. Ed è per questo che subiscono dei cambiamenti fisiologici ed iniziano a rallentare il loro sviluppo, per prepararsi al lungo periodo invernale. In settembre-ottobre, a seconda della stagione e della collocazione geografica, è quindi consigliabile ritirare in casa le piante d’appartamento per evitare che un ripido abbassamento delle temperature e le possibili gelate mattutine possano danneggiarle.

Le piante tropicali come Philodendron, Ficus elastica, kentia, Ficus benjamina, spatifillo, Dieffenbachia e Dracaena già da settembre mentre quelle mediterranee come agrumi, gerani, agavi, mimose e palme possono resistere fuori anche fino alla fine di Ottobre. La loro collocazione all’interno della casa, dopo che questa è stata decisa, deve essere mantenuta nel tempo. Gli spostamenti frequenti, infatti, provocano uno stress per le piante che ogni volta devono adattare il loro fogliame a seconda di dove giunge la fonte luminosa.  All’interno della casa poi le piante devono essere sistemate lontano da fonti di calore come i termosifoni ed in posizioni molto luminose.

Surriscaldamento della  casa e poca umidità

Nelle stanze surriscaldate dove il tasso di umidità è troppo basso rischiano di disidratarsi soprattutto le Dieffenbachia ed il Ficus benjamina, che tende in questo modo a perdere le foglie. Se la situazione perdura le piante rischiano di morire. Per prevenire questo tipo di problema si deve

  • aumentare l’umidità dell’ambiente mettendo una vaschetta con l’acqua vicino al termosifone.
  • Nebulizzare acqua sulle foglie delle piante una volta ogni 4/5 giorni. Non sulle piante grasse che sono molto più resistenti.
  • Mettere vicino alle piante un papiro, noto per essere una pianta che libera umidità attraverso le foglie.
  • Riempire il sottovaso con acqua e argilla

Poca luce per le piante

E’ importante cercare di posizionare le piante vicino ad una finestra o ad una vetrata. Questo vale per le piante che necessitano di molta luce, come le orchidee, le cactacee e le succulente. Per Calathea, Ficus elastica, Aglaonema, Ficus pumila, Spathyphillum, Maranta, Peperomia, Philodendron che invece prediligono zone ombreggiate è meglio trovar loro una posizione più riparata dalla luce diretta del sole. Un campanello d’allarme alla mancanza di luce è quello dell’ingiallimento del fogliame e dei boccioli che tendono ad appassire in pochi giorni e cadere senza essersi però prima aperti.

Annaffiatura

In autunno ed inverno le piante hanno bisogno di meno acqua perché vanno in uno stato di parziale riposo e si rischia di far ristagnare l’acqua nei vasi creando delle muffe sul terriccio. Sbaglia però chi dice che le piante non devono essere bagnate in inverno, anche perché il caldo secco delle nostre case fa crescere notevolmente il loro bisogno di acqua. L’ideale sarebbe usare acqua a temperatura ambiente lasciata decantare per almeno un giorno se è quella del rubinetto.

Correnti d’aria e spifferi

Si deve cercare di evitare alla pianta l’esposizione a correnti d’aria fredda che potrebbero ‘ferirla’ seriamente. Un segnale che fa capire se la pianta è in una posizione troppo esposta viene dato dall’apice e dal bordo delle foglie che tendono verso il marrone. In questo caso la pianta va spostata dalla sua posizione attuale e collocata in un luogo della casa più riparato

Ancora aumenti sulle bollette di luce e gas

lunedì, marzo 10th, 2008

candela.jpg

Ho letto con un certo smarrimento la stima del nuovo aumento delle bollette della luce e del gas fatta da Nomisma Energia. Secondo questi dati, dal primo aprile, le tariffe potrebbero schizzare in alto, registrano un +3,9% per l’elettricità ed un +4,1% per il gas.

Per noi famiglie, ormai salassate a destra e a manca, questa impennata dei prezzi si tradurrà in una maggior spesa, di oltre 57 euro all’anno: 17 euro per la luce e, addirittura 40 euro, per il gas. Questo ad oggi, senza contare gli aumenti dei mesi precedenti. Una mia conoscente è ridotta a cenare a lume di candela per cercare di tagliare le spese, diventate veramente inaffrontabili per alcuni nuclei famigliari.

L’unica speranza è che l’aggiornamento trimestrale, atteso dall’Authority per l’energia entro fine mese non confermi questi dati, anche se rimane solo un palliativo. Con il prezzo del petrolio in crescita costante c’è poco da sperare!