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	<title>Casa Help &#187; risparmio energetico</title>
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		<title>Google PowerMeter: monitorare i consumi energetici per risparmiare</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 12:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia e risparmio energetico]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso è difficile capire il reale consumo di energia elettrica all’interno delle nostre abitazioni. Noi tutti sappiamo che tenere il condizionatore a temperature molto basse comporta un maggiore consumo energetico, allo stesso modo  lasciare un televisore in stand-by oppure utilizzare elettrodomestici non in classe A. Ma quanto consumiamo precisamente questo non lo sappiamo e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-323 aligncenter" title="google-powermeter" src="http://www.casahelp.com/files/2009/05/google-powermeter.jpg" alt="google-powermeter" width="360" height="360" /></p>
<p style="text-align: justify">Spesso è difficile capire il reale consumo di energia elettrica all’interno delle nostre abitazioni. Noi tutti sappiamo che tenere il condizionatore a temperature molto basse comporta un maggiore consumo energetico, allo stesso modo  lasciare <a title="Quanto consuma un Tv in stand-by?" href="http://www.mondohightech.com/cellulari-e-smartphone/le-spese-esorbitanti-dello-stand-by/trackback/" target="_blank">un televisore in stand-by</a> oppure utilizzare elettrodomestici non in classe A. Ma <strong>quanto consumiamo </strong>precisamente questo non lo sappiamo e di conseguenza non riusciamo neanche a renderci conto di quanto sia possibile risparmiare.</p>
<p style="text-align: justify">Proprio per ovviare a questa mancanza arriva in nostro aiuto<strong> <a title="Ulteriori informazioni sono sul sito di Pianeta.it" href="http://www.pianeta.it/edilizia/risparmio-energetico/google-powermeter-scopri-quanto-consumi/trackback/" target="_blank">Google PowerMeter</a></strong>, un nuovo software di Google in grado di <strong>quantificare</strong>, in modo preciso ed in tempo reale, i <strong>consumi elettrici </strong>all’interno di una abitazione e di mostrare i risultati direttamente sul PC. Il motto di Google PowerMeter è “<strong><em>se non lo puoi misurare, non lo puoi migliorare”</em></strong>, frase celebre di <em>Lord Kelvin</em>, il fisico che ha dato il nome alla scala assoluta di misurazione della temperatura, che vuole proprio porre l’accento su quanto sia importante conoscere quanto si consuma per capire dove e come si può consumare di meno. Un monitoraggio dettagliato quindi potrebbe aiutare in modo concreto la consapevolezza delle famiglie in materia di risparmio energetico (ed economico). A tal proposito Google ha calcolato che se sei abitazioni riducessero anche solo del 10% il loro consumo energetico, il risultato in termini di riduzione di emissioni sarebbe pari a quello prodotto dalla rottamazione di un vecchio veicolo inquinante.</p>
<p style="text-align: justify">Per ora Google PowerMeter è ancora in una <strong>fase di testing</strong> anche se il colosso informatico di Mountain View ha fatto sapere, attraverso il suo blog <a title="Visualizza il post originale su Google.org" href="http://blog.google.org/2009/05/energized-about-our-first-google.html" target="_blank"><strong>Google.org</strong></a> che già sono stati stipulati i primi accordi di utilizzo del dispositivo con otto società elettriche (sei americane, una indiana ed una canadese).</p>
<p style="text-align: justify">Le previsioni stimano che Google PowerMeter sarà online entro la fine dell’anno. Lo spero vivamente anche  perché sensibilizzare le persone ad un uso più responsabile dell’energia è ormai un passo doveroso a cui nessuno di noi si può più sottrarre</p>
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		<title>Le mille virtù della pentola a pressione</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 16:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia e risparmio energetico]]></category>
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		<description><![CDATA[Entusiasta di un nuovo acquisto, posso sbilanciarmi un pochino? Bene. La pentola a pressione è un&#8217;invenzione geniale, economica e salvatempo. Geniale perché è la pentola che rispetta maggiormente le proprietà organolettiche degli alimenti grazie alla riduzione dei tempi di cottura. Geniale anche perché permette di cucinare in modo dietetico, riducendo condimenti e sale. Economica perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-251" title="La pentola a pressione in cucina ha mille usi" src="http://www.casahelp.com/files/2009/03/pentole.jpg" alt="La pentola a pressione in cucina ha mille usi" width="330" height="373" /></p>
<p style="text-align: justify">Entusiasta di un nuovo acquisto, posso sbilanciarmi un pochino? Bene.</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>pentola a pressione </strong>è un&#8217;invenzione geniale, economica e salvatempo. <em>Geniale </em>perché è la pentola che rispetta maggiormente le <strong>proprietà organolettiche</strong> degli alimenti grazie alla riduzione dei tempi di cottura. <em>Geniale</em> anche perché permette di cucinare in modo dietetico, riducendo condimenti e sale. <em>Economica</em> perché consente di <strong>risparmiare su gas </strong>o energia elettrica.<br />
Utilizzandola dovrete avere alcune semplici accortezze. La prima? Fare attenzione al <strong>fischio </strong>(per evitare che la pentola esploda!) e abbassare la fiamma del gas al momento giusto. Gli alimenti all&#8217;interno cuociono a una temperatura elevata e per questo è necessario introdurre una certa quantità di acqua per la cottura (seconda accortezza).</p>
<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-252" title="Attenti agli scoppi!" src="http://www.casahelp.com/files/2009/03/spuff.jpg" alt="Attenti agli scoppi!" width="250" height="294" /><br />
Zuppe, minestre, stufati di carne e molto altro potrete cucinare con la pentola a pressione. Terza raccomandazione: non apritela prima che la pressione interna si sia scaricata completamente attraverso la <strong>valvola esterna</strong>, altrimenti rischiate schizzi di cibo ovunque. Potrete utilizzarla anche per scongelare gli alimenti, per scaldarli o per sterilizzare le conserve.</p>
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		<title>Cohousing, un nuovo modo di vivere insieme</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 14:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione manutenzione]]></category>
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		<description><![CDATA[In un&#8217;epoca in cui l&#8217;individualismo regna sovrano e ci si richiude nel proprio piccolo guscio familiare; in un&#8217;epoca dove i valori di solidarietà e di vicinanza tanto cari, ed importanti, per le generazioni passate sono pressoché scomparsi; in un&#8217;epoca dove neanche si conosce il dirimpettaio  ed il concetto di comunità sembra qualcosa di astratto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-full wp-image-197" title="cohousing" src="http://www.casahelp.com/files/2009/01/cohousing.jpg" alt="cohousing" width="300" height="369" /></p>
<p style="text-align: justify">In un&#8217;epoca in cui l&#8217;individualismo regna sovrano e ci si richiude nel proprio piccolo guscio familiare; in un&#8217;epoca dove i valori di solidarietà e di vicinanza tanto cari, ed importanti, per le generazioni passate sono pressoché scomparsi; in un&#8217;epoca dove neanche si conosce il dirimpettaio  ed il concetto di comunità sembra qualcosa di astratto e lontano, il <strong>Cohousing</strong> si presenta come una boccata d&#8217;aria fresca ed una speranza nuova.</p>
<p style="text-align: justify">Il cohousing (coabitazione) è una particolare<strong> forma di vicinato </strong>in cui famiglie o anche singoli, pur mantenendo il proprio appartamento,<strong> condividono tra loro alcuni spazi comuni</strong> come la cucina, la sala da pranzo, il giardino, la lavanderia e via dicendo. Oltre agli spazi, queste persone, mettono in comune alcuni servizi, come la gestione dei bambini e la cura degli spazi verdi. Il Cohousing significa riprendersi il tempo, lavorando un po&#8217; per <img class="size-full wp-image-198 alignright" style="margin-left: 3px;margin-right: 3px" title="cohousing-e-condomini-solidali" src="http://www.casahelp.com/files/2009/01/cohousing-e-condomini-solidali.jpg" alt="cohousing-e-condomini-solidali" width="192" height="266" />tutti e non solo per se stessi, o per il proprio nucleo familiare, e ritrovare la voglia di fare e di creare all&#8217;interno di spazi e strutture che da soli non ci si sarebbe mai potuto permettere.</p>
<p style="text-align: justify">Sono molti i paesi in cui questo <strong>stile di abitazione collaborativo</strong> ha avuto successo, in primis la <em>Danimarca </em>dove è nato negli anni &#8217;60, e continua ad ampliarsi. In alcuni casi, il Cohousing è sostenuto dalle stesse amministrazioni pubbliche, consce dell&#8217;importanza sul piano sociale di un tale modello di vita. Inoltre, questa forma di vita in comune rappresenta  una strategia di <strong>sviluppo sostenibile</strong> in grado di dare benefici non solo sul piano sociale ma anche su quello ecologico. Se da una parte, infatti, la condivisione di spazi e di risorse aiuta la <strong>cooperazione</strong> e la <strong>socializzazione</strong> tra gli individui, dall&#8217;altra questa pratica favorisce il <strong>risparmio energetico</strong> e diminuisce l&#8217;impatto ambientale di queste comunità.</p>
<p style="text-align: justify">Il libro “<strong><em>Cohousing e condomini solidali”</em></strong> di <strong>Matthieu Lietaert </strong>(ricercatore presso l&#8217;Istituto Universitario Europeo e consulente sul cohousing) è proprio una guida pratica a queste nuove forme di “vicinato” e affronta tutte le tematiche legate ad una scelta di vita così difforme dalla norma. Dalle motivazioni ed i vantaggi che spingono le persone a vivere in cohousing ai suggerimenti, attraverso le testimonianze dirette raccolte in Europa e negli Stati Uniti, di chi ci è riuscito.</p>
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		<title>Detrazioni fiscali ed incentivi per il risparmio energetico</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 15:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni mi sto molto interessando a tematiche ambientali ed ecologiche. La molla l’ha fatta scattare un mio amico che ha acquistato una nuova casa, fuori Parma, con tantissimi optional pensati per far diminuire il fabbisogno energetico. La casa di Marco ha il pavimento collegato ad una caldaia a condensazione, ai pannelli solari ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://www.casahelp.com/files/2008/02/pannelli-solari.jpg" title="pannelli-solari.jpg"><img src="http://www.casahelp.com/files/2008/02/pannelli-solari.jpg" alt="pannelli-solari.jpg" height="323" width="427" /></a></p>
<p>In questi giorni mi sto molto interessando a tematiche ambientali ed ecologiche. La molla l’ha fatta scattare un mio amico che ha acquistato una nuova casa, fuori Parma, con tantissimi optional pensati per far <strong>diminuire il fabbisogno energetico</strong>. La casa di Marco ha il pavimento collegato ad una<strong> caldaia a condensazione</strong>, ai <strong>pannelli solari </strong>ed alla <strong>sonda termica</strong>. Il riscaldamento e il ‘raffreddamento’ sono a pavimento, l’isolamento delle pareti è altamente curato e la casa ha pure i tripli vetri. Un vero e proprio <strong>edificio in classe A </strong>che negli anni lo farà risparmiare anche in termini economici. A tal proposito sono andata a controllare le leggi che riguardano gli incentivi al risparmio energetico, anche perché con mio marito abbiamo in programma delle ristrutturazioni da fare alla nostra casa e potremmo virare verso una forma ecologica di queste modifiche.</p>
<p>La Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28 dicembre 2007 ha pubblicato la <strong>legge Finanziaria 2008 (Legge n. 244 del 24 dicembre 2007)</strong> che conferma la linea della precedente finanziaria per quanto riguarda tali incentivi ma introduce anche alcune modifiche in merito alle agevolazioni per le <strong>ristrutturazioni e la riqualificazione energetica degli edifici</strong>. L’art. 1, comma 20, infatti, <strong>proroga fino al 31 dicembre 2010 le agevolazioni </strong>previste dall’art. della Legge 27 dicembre 2006. In pratica sono prorogate per i prossimi tre anni le <strong>detrazioni Irpef del 36%</strong>, fino ad un massimo di 48.000 euro per unità immobiliare e l<strong>’Iva agevolata al 10% per le ristrutturazioni edilizie</strong>.</p>
<p>Nella legge viene poi introdotta una modifica all’art. 4 del Testo Unico dell’edilizia per cui, a decorrere dal 1° gennaio 2009, nel regolamento edilizio,<strong> deve essere assolutamente prevista,</strong> ai fini del rilascio del permesso di costruire, per gli edifici di nuova costruzione, <strong>l&#8217;installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili</strong>. In questo modo si garantisce una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa che risulta quindi compatibile con la realizzabilità tecnica dell&#8217;intervento.</p>
<p>La legge prolunga <strong>fino al 31 dicembre 2010 anche le detrazioni irpef pari al 55%  delle spese per interventi di riqualificazione energetica degli edifici</strong> (commi 344-347 della finanziaria 2007). In linea alle precedenti norme vigenti gli interventi riguardano l’isolamento di coperture, solai e pareti, la sostituzione di infissi e l’installazione di impianti solari per la produzione di acqua calda. La detrazione del 55%, inoltre, si applica ai costi per la sostituzione intera o parziale di impianti di climatizzazione invernale non a condensazione.</p>
<p>Novità di quest’anno è invece la possibilità per il contribuente di scegliere in quante quote annuali ripartire la detrazione (per gli interventi realizzati dopo il 31/12/2007). Per gli interventi realizzati dopo il 31/12/2007 è stata introdotta un’importante semplificazione: l’attestato di qualificazione (o certificazione) energetica non è più necessario per la sostituzione di finestre comprensive di infissi (in singole unità immobiliari) e l’installazione di pannelli solari termici. Tutte le specifiche sono comunque consultabili sul sito della Gazzetta Ufficiale, dove è possibile reperire il <strong><a href="http://www.gazzettaufficiale.it/guri/atto_fs.jsp?sommario=true&amp;service=0&amp;expensive=0&amp;dataGazzetta=2007-12-28&amp;redazione=007G0264&amp;numgu=300&amp;progpag=1&amp;sw1=0&amp;numprov=244">testo integrale della Legge.</a></strong></p>
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		<title>Le valvole termostatiche fanno risparmiare</title>
		<link>http://www.casahelp.com/ecologia-e-risparmio-energetico/le-valvole-termostatiche-fanno-risparmiare/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 16:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia e risparmio energetico]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l’aumento delle tariffe di luce e gas, alla fine di questo inverno non so quanto avrò speso in più di bollette. Meglio non pensarci. Secondo i dati dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, in due anni la spesa media di ogni famiglia, con un consumo pari a 2.700 Kilowattore all’anno e 1.400 metri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a title="termosifone.jpg" href="http://www.casahelp.com/files/2008/01/termosifone.jpg"><img src="http://www.casahelp.com/files/2008/01/termosifone.jpg" alt="termosifone.jpg" width="378" height="284" /></a></p>
<p>Con l’aumento delle tariffe di luce e gas, alla fine di questo inverno non so quanto avrò speso in più di bollette. Meglio non pensarci. Secondo i dati dell’<a href="http://www.autorita.energia.it/" target="_blank">Autorità per l’energia elettrica ed il gas</a>, in due anni l<strong>a spesa media di ogni famiglia</strong>, con un consumo pari a 2.700 Kilowattore all’anno e 1.400 metri cubi di metano, <strong>è passata da 864 a 942, quindi circa un 9% in più. </strong>Un vero salasso se si pensa a tutti gli altri aumenti, dalla benzina ai generi alimentari. Mi sono chiesta allora quale può essere un rimedio per evitare sprechi energetici ed ho trovato una risposta, seppur non risolutiva, al problema: <strong>le valvole termostatiche</strong>.</p>
<p>Queste valvole vanno a sostituire le vecchie valvole manuali del calorifero e consentono di contenere e razionalizzare i consumi. In pratica le valvole termostatiche si chiudono da sole “mano a mano che la temperatura dell’ambiente si avvicina a quella impostata su una manopola graduata” spiega Giordano Mellon, specialista in risparmio energetico del network <a href="http://www.domotecnica.it" target="_blank">Domotecnica</a>, sulle pagine di <em>Donna Moderna</em>. Le valvole regolano automaticamente l’afflusso di acqua calda ai termosifoni in base alla temperatura, misurata da un sensore, che abbiamo scelto. Quando la temperatura si avvicina a quella desiderata, il flusso dell’acqua viene deviato dal sistema verso gli altri radiatori aperti.</p>
<p>I<strong> vantaggi sono evidenti</strong>: è possibile mantenere temperature diverse in ogni stanza della casa (ad esempio una temperatura minore nelle stanze da letto ed una maggiore nel bagno), si possono lasciare i caloriferi al minimo quando si esce di casa, <strong>si arriva a risparmiare fino al 20% sui consumi energetici</strong>, insomma una serie di motivi che rendono interessante questo nuovo sistema.</p>
<p>Per quanto riguarda gli <strong>edifici</strong>, quando le valvole termostatiche vengono installate negli impianti centralizzati hanno una buona influenza sull’equilibrio termico delle parti dello stabile. Nel momento in cui i piani alti, notoriamente i più caldi, raggiungono i 20°C le valvole termostatiche chiudono i radiatori e favoriscono un afflusso superiore di acqua calda ai piani bassi, più freddi. E’ questo il motivo per cui nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni ne è obbligatoria l’installazione. L’applicazione su ogni radiatore di una valvola termostatica <strong>costa indicativamente dai 60 agli 80 euro a calorifero</strong>. Stavolta Marco non mi scappa, non c’è scusa che tenga, anche perché ormai Arturo ha le stalattiti sul mento a forza di spegnere il termo al pomeriggio, per risparmiare.</p>
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