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Come smaltire l’olio della frittura?

venerdì, agosto 6th, 2010

Tu dove metti l’olio da cucina usato? Io, come tanti, ho sbagliato per anni. Spesso per leggerezza, o ignoranza, o pigrizia, dopo aver fatto una bella frittura di pesce aspettiamo che l’olio si raffreddi e lo buttiamo nello scarico del lavello o del water.

Non ci rendiamo conto del danno che facciamo all’ambiente. L’olio è un potentissimo agente inquinante dell’acqua: ogni litro di olio versato guasta un milione di litri d’acqua e li rende non potabili.

La soluzione migliore per liberarsi dell’olio usato senza danneggiare l’ambiente è molto più semplice di quanto si possa pensare. Basta aspettare che l’olio si raffreddi e versarlo in barattoli di vetro o di plastica e sigillarli col tappo.

A questo punto, possiamo metterlo nella spazzatura o, ancora meglio portarlo direttamente in un isola ecologica. Nel punto di raccolta, l’olio verrà microfiltrato e potrà diventare bio-carburante.

Il vantaggio, quindi, è doppio: il materiale di scarto non viene disperso in acqua e ha un nuovo utilizzo.

Lo so che in cucina c’è poco posto, ma basta conservare un barattolo da marmellata o da detersivo sotto il lavandino per stockare l’olio e fare alcuni viaggi verso l’isola ecologica.

Se pensiamo, poi, a quanta acqua evitiamo di inquinare, vale proprio la pena fare questo piccolo sforzo.

Incentivi fiscali 2010: riduzioni per cucine ed elettrodomestici

martedì, maggio 4th, 2010

Lo scorso 19 marzo 2010 il Governo ha approvato il Decreto Legge n. 87, attuato con il Decreto n. 40 del 6 aprile 2010, che prevede lo stanziamento di 300 milioni di euro in contributi per il sistema casa, la mobilità sostenibile, la sicurezza sul lavoro e l’efficienza energetica. Si tratta di una misura a sostegno dei consumi delle famiglie per i prodotti ad alta efficienza energetica, categoria che ha registrato un secco calo delle vendite a causa della crisi economica.

Per quanto riguarda il settore casa, oltre alla possibilità di detrarre il 55% delle spese di ristrutturazione per la riqualificazione energetica delle abitazioni, il decreto mette a disposizione 110 milioni di euro per l’acquisto di cucine componibili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica.

La riduzione per le cucine componibili riguarda il 10% del costo e può arrivare fino a un massimo di 1000 euro, mentre per gli elettrodomestici si parla di uno sconto del 20%, fino a un massimo di 500 euro. I contributi sono già disponibili dal 15 aprile 2010, e sono limitati: verranno erogati fino al 31 dicembre 2010, ma si bloccheranno una volta raggiunta la somma massima destinata al settore (60 milioni di euro per le cucine e 50 per gli elettrodomestici).

Tutti i cittadini possono accedere agli incentivi: basta chiedere al rivenditore di applicare lo sconto al momento dell’acquisto; il rivenditore deve verificare la disponibilità dei contributi contattando il call center di Poste Italiane; se sono ancora disponibili fondi, sull’acquisto verrà applicato lo sconto. In un secondo momento, il rivenditore potrà recuperare la somma scontata rivolgendosi agli sportelli delle Poste, ricordandosi di presentare la certificazione di smaltimento della cucina o degli elettrodomestici sostituiti, che il cliente gli deve aver fornito in sede d’acquisto.

Per ottenere gli incentivi, ogni cucina acquistata deve essere completa di almeno due elettrodomestici ad alta efficienza, a scelta tra un forno classe A, una lavastoviglie AAA, un frigorifero A+ o A++, oppure un piano di cottura con FSD (Flame Supervision Device), cioè dotato di un sensore che blocca l’erogazione di gas se la fiamma si spegne.

Non saranno ammessi allo sconto tutti gli elettrodomestici di classi energetiche differenti, né i mobili della cucina che non siano predisposti per la raccolta differenziata o che non rispettino la normativa sull’emissione di aldeide formica, una sostanza nociva che può generarsi dai pannelli a base di legno. I nuovi mobili dovranno inoltre essere muniti della scheda prodotto.

Gli elettrodomestici soggetti alla riduzione sono piani di cottura e forni elettrici (con un contributo massimo di 80 euro), stufe (100 euro), lavastoviglie (130 euro), scaldacqua a pompe di calore (400 euro) e cappe climatizzate (500 euro).

Le mille virtù della pentola a pressione

giovedì, marzo 19th, 2009

La pentola a pressione in cucina ha mille usi

Entusiasta di un nuovo acquisto, posso sbilanciarmi un pochino? Bene.

La pentola a pressione è un’invenzione geniale, economica e salvatempo. Geniale perché è la pentola che rispetta maggiormente le proprietà organolettiche degli alimenti grazie alla riduzione dei tempi di cottura. Geniale anche perché permette di cucinare in modo dietetico, riducendo condimenti e sale. Economica perché consente di risparmiare su gas o energia elettrica.
Utilizzandola dovrete avere alcune semplici accortezze. La prima? Fare attenzione al fischio (per evitare che la pentola esploda!) e abbassare la fiamma del gas al momento giusto. Gli alimenti all’interno cuociono a una temperatura elevata e per questo è necessario introdurre una certa quantità di acqua per la cottura (seconda accortezza).

Attenti agli scoppi!
Zuppe, minestre, stufati di carne e molto altro potrete cucinare con la pentola a pressione. Terza raccomandazione: non apritela prima che la pressione interna si sia scaricata completamente attraverso la valvola esterna, altrimenti rischiate schizzi di cibo ovunque. Potrete utilizzarla anche per scongelare gli alimenti, per scaldarli o per sterilizzare le conserve.

La disciplina Feng Shui per una cucina in armonia

venerdì, dicembre 28th, 2007

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Ho iniziato a leggere alcune cose sul Feng Shui, l’antica arte geomantica taoista cinese che studia come disporre gli spazi e gli arredamenti in una casa affinché si possano avere ripercussioni positive nella nostra vita. Di solito sono molto scettica su queste filosofie orientali, ma, dato che devo rifare la cucina, trovo molto interessante porgere lo sguardo anche ad altre teorie oltre a quelle puramente estetiche. Tanto tentar non nuoce e magari seguire qualche consiglio alternativo al solito modo di pensare razionale ed occidentale non può che portare novità positive. Mal che vada non cambierà niente.

Ecco alcune nozioni di base. In cinese Feng Shui significa letteralmente vento (Feng) ed acqua (Shui), due delle forme fondamentali dell’energia vitale (detta Ch’i). Questa disciplina risale almeno a 4mila anni fa e si basa sul principio che l’uomo influenza e viene influenzato dall’ambiente in cui vive o lavora. Per questo motivo è necessario individuare le migliori conformazioni energetiche per la costruzione della propria casa e la sistemazione dell’arredamento. In questo modo il Feng Shui si pone come uno strumento essenziale per migliorare le influenze positive e correggere i fattori negativi al fine di ottenere un luogo ideale pieno di benessere dove sia possibile migliorare la tranquillità, il sonno, la salute e persino la produttività.

Nello specifico, l’arredamento e la posizione della cucina nella propria abitazione, hanno un’importanza speciale in quanto è il luogo preposto a nutrire sia il corpo che l’anima.

POSIZIONE CUCINA

  • Se è possibile si deve evitare di collocare la camera da letto sopra la cucina, ma se la disposizione è già questa, bisogna fare in modo che il letto non sia sullo stesso muro dei fornelli;
  • in una disposizione ideale la cucina dovrebbe trovarsi nella parte posteriore della casa e non nel centro;
  • dalla cucina non è appropriato, secondo il Feng Shui, vedere la porta del bagno. Se questa però è la situazione è bene tenere sempre chiusa la porta della zona bagno;
  • la cucina deve essere protetta dall’energia in arrivo, come quella che entra dalla porta d’ingresso della casa che potrebbe risultare nociva e farvi perdere delle opportunità. La cosa migliore sarebbe coprire la visuale con un paravento o una pianta in modo da non vedere la cucina o i fornelli dall’entrata;

ARREDAMENTO CUCINA

  • per lo stesso motivo, la porta d’accesso alla cucina non dovrebbe mai essere direttamente dietro al fornello. La sensazione di essere colti di sorpresa e quindi di essere vulnerabili, impedisce la piena concentrazione. La posizione migliore della porta d’ingresso sarebbe nel muro in cui si trova il fornello;
  • la disposizione degli elementi è di estrema importanza. Nella cucina si trovano l’elemento Acqua (la tartaruga) e l’elemento Fuoco (la fenice), tra loro antagonisti, che devono assolutamente essere separati. In pratica i fornelli andrebbero posti verso est, sud-est (cioè il lato orientale e sud-orientale) in modo da rafforzare il Ch’i naturale mentre tutto ciò che riguarda l’Acqua, nella fattispecie il lavello ed il frigorifero, dovrebbe essere rivolto ad ovest o nord-ovest. Ma se non c’è la possibilità di tenerli lontani, allora si possono separare le due zone con un pannello di legno;
  • i fornelli non devono stare sotto la finestra, dove invece dovrebbe essere posizionato il lavello che però deve essere protetto dai raggi del sole diretti;
  • il frigorifero ed i mobili alti dovrebbero comunque posizionarsi alla sinistra di chi cucina ;
  • meglio evitare il colore rosso per la cucina, c’è già troppa presenza di Fuoco;
  • si dovrebbe cercare di avere un’”isola di sollievo” in cucina cioè un piano di lavoro di marmo a dividere i fornelli dal lavandino;
  • è bene introdurre l’elemento Terra (fondamentale nel riequilibrare il magnetismo) in cucina attraverso piante con radici e vasi di terracotta.

Queste sono tutte notizie utili per chi vuole sistemare la cucina. Se volete altre informazioni sul Feng Shui applicato agli altri ambienti potete visitare questi siti: