Eliminare cattivo odore dal lavello della cucina

di Paolo 15 marzo 2013

In cucina si lavora quotidianamente per preparare i pasti per la famiglia e per lavare accuratamente quanto viene sporcato durante la preparazione dei cibi. Il lavello è una risorsa fondamentale, ma una manutenzione periodica permette di eliminare cattivi odori. Vediamo come intervenire con i mezzi più tradizionali, ma anche quando il cattivo odore del lavello non vuole andare via.

sifone

Pulizia e manutenzione

In linea di massima è la pulizia accurata a garantire il corretto stato e la bellezza estetica di un lavello. I prodotti in commercio sono efficaci e permettono di trattare bene lavelli in acciaio oppure in ceramica. Ma se esteticamente ottenere buoni risultati è facile, non è la stessa cosa per quanto riguarda l’eliminazione di residui di cibo da cui, poi, deriva anche lo sprigionarsi di cattivi odori. Rimasugli di cibo, infatti, possono accumularsi nello scarico richiedendo un nostro intervento con prodotti specifici, oppure una manutenzione differente dal solito.

Interventi semplici e abituali

Quando iniziamo a sentire cattivo odore che risale dallo scarico del lavello, sappiate che la causa è un accumulo di sostanze organiche a livello del sifone del lavello e che possiamo intervenire con sostanze discorganti senza il bisogno di smontare nulla. Intendiamo prodotti del tipo di Idraulico Gel e Mister Muscolo che ci basterà versare nello scarico e lasciar agire secondo le istruzioni riportate sui flaconi stessi. Ci basterà far attenzione solo a non entrare in contatto con questi liquidi piuttosto acidi.

Quando il disgorgante non basta

Ma bisogna anche essere pronti a situazioni in cui versare un semplice disgorgante non risolve il problema. Intendiamo dire che nonostante l’impiego dei prodotti il risultato non viene raggiunto e dal lavandino il cattivo odore rimane persistente. In questo caso il problema continua a risiedere ancora nel sifone dove è evidente che l’accumulo di sostanze in putrefazione è sostanzioso. Prima di decidere per l’intervento degli idraulici esperti possiamo però agire in autonomia per cercare anche di eliminare del tutto il problema. Non si tratta di operazioni molto complesse da eseguire.

  1. Raggiungiamo il sifone posto sotto il lavandino
  2. Svitiamone le due estremità: la prima lo collega al foro del lavello. La seconda alla porzione di tubo in prossimità dello scarico a parete.
  3. Estraiamo quindi l’ampolla, ossia il vero sifone dove l’acqua, proveniente dal lavello, devia poi verso lo scarico.
  4. L’ampolla può essere a sua volta svitata e aperta in due: così facendo potremmo scoprire cosa contiene e rimuoverlo definitivamente aiutandoci con un vecchio cucchiaio.
  5. Alla fine della pulizia, naturalmente, rimontiamo il sifone eseguendo le operazioni su descritte all’inverso.

 

Come creare un bagno dove non c’è

di Paolo 27 febbraio 2013

La moderna tecnica e i prodotti sempre più specifici e innovativi permettono di creare piccoli bagni sfruttando spazi, angoli e zone di ambienti interni che non avremmo neanche pensato di destinare a tale scopo. Vediamo cosa bisogna valutare e come poter creare un bagno dove non c’era prima.

bagno piccolo 2

Soprattutto se si vive in case di vecchia concezione, oppure di piccola metratura, è molto probabile che sia abbia a disposizione un unico bagno. Ma, ovviamente, se la famiglia si allarga e le esigenze cambiano pensare di realizzare un secondo bagno non è affatto presuntuoso. Se ci si affida ad esperti, infatti, si può ottenere un progettino interessante che, sfruttando angoli e spazi mal impiegati e pareti in cartongesso si riesce ad avere piccoli bagni abbastanza comodi se impiegati come sanitari di servizio.

Parliamo di piccoli bagni in camere da letto, cantine, ex sbaguzzini che riescano in qualche modo a sfruttare bene gli impianti di fornitura idrica e gli scarichi già preenti in casa.

Hai degli spazi da sfruttare?

La prima condizione imprescindibile e che in casa tu abbia comunque qualche piccolo spazio da sfruttare. Possiamo anche parlare di pochi metri quadri in grado di ospiare un lavello e un wc, oppure wc e una piccola doccia. La moderna tecnica produttiva ci offre arredo bagno di dimensioni ridotte, oppure soluzioni “multifunzione” come il wc con bidet integrato. Senza dimenticare che in uno spazio piccolo è comunque possibile sviluppare le superfici in altezza, non in orizzontale, così da riuscire comunque a prevedere anche mensole, ante e mobiletti.

Puoi sfruttare gli impianti preesistenti?

Se nell’ambiente non hai impianti idrici e gli scarichi collegati alla fognatura non sarà certamente possibile creare un piccolo bagno classicamente bagno piccoloconcepito. La regola vuole, infatti, che siano presenti impianto idrico e impianto fognario a cui il piccolo secondo bagno verrebbe ricollegato: esistono sstemi che permettono di trasportare fisicamento acque scure e acqua chiare anche per diversi metri, anche superando pendenze in verticale (entro certi limiti), ma occorre sempre la consulenza di un progettista esperto. Certamente è comfortante sapere che potremmo dar vita ad un piccolo secondo bagno se sussistessero tali presupposti minimi.

Pensa solo al necessario

Una volta individuato la spazio da utilizzare, bisogna procedere a valutare come sfruttarlo. Naturalmente, con i consigli giusti e analizzando le nostre reali necessità, potremmo eliminre la vasca da bagno prevedendo solo una comoda doccia, oppure di prevedere solo un wc e un lavandino anche se disponiamo di 1,5 x 1,5 metri.

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