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E’ il momento delle pulizie di primavera

mercoledì, aprile 29th, 2009

Rassegnamoci: anche se non sembra, è primavera, ed è giunto il momento delle fatidiche pulizie!
Facciamo una danza della non-pioggia e iniziamo dalla pulizia dei vetri. Se sono molto sporchi vanno lavati in tre fasi (che diventano – sigh!- sei, se si considera che si deve pulirli sia all’interno che all’esterno): si inizia con un panno, per togliere la polvere. Poi si lava con acqua tiepida per togliere lo sporco. Infine si risciacqua con alcool e acqua.

Ulteriori consigli per lavare i vetri senza lasciare aloni

Pulizie di primavera
Occhi a terra: tocca ai pavimenti. Il metodo migliore è quello del getto di vapore. Chi non possiede l’apparecchio apposito può usare un misto di aceto, acqua, alcool e detersivo per piatti (una goccia!). Se siete proprio bravissimi e volete cimentarvi anche con le fughe tra le piastrelle, funziona benissimo mescolare un bicchiere di acqua ossigenata 130 volumi con tre cucchiai di fecola di patate, da stendere sulle fughe e risciacquare dopo un’ora. Dal ferramenta esistono anche appositi prodotti da diluire con acqua. potete provare anche con uno sgrassatore strofinato con una spazzola a setole rigide, senza premere troppo per non consumare le fughe.

Le piastrelle del bagno vanno prima disinfettate con prodotti antimuffa (o con acqua e ammoniaca), poi pulite a fondo per eliminare il calcare. Alcool o candeggina profumata le faranno brillare.

I fornelli si puliscono delicatamente con acqua e bicarbonato o aceto. Poi bisogna asciugare con un panno per non lasciare aloni.
Pulizie di primavera

E ora, arrampicatevi (meglio se avete qualcuno in casa a tenervi ferma la scala!) e staccate le tende. Mettetele in ammollo qualche ora in acqua e sale grosso, perché dopo un inverno di smog e riscaldamento saranno sicuramente sporchissime. Poi mettetele in lavatrice a bassa temperatura, escludendo la centrifuga. Fatele infine asciugare secondo etichetta.

Le cure naturali per i mobili in legno

domenica, novembre 16th, 2008

I mobili di legno delle nostre case hanno bisogno di cure costanti per rimanere in buono stato. In commercio esistono diversi tipi di prodotti specifici per la cura del legno che però contengono spesso solventi, cere sintetiche e negli spray anche gas propellenti. Per chi, come me, cerca di usare prodotti naturali e fai-da-te per la cura della propria casa ho trovato alcune ricette indicate per le superfici di legno verniciate che contengono solo materie prime naturali.

Queste ricette, se debitamente usate, mantengono in uno stato eccellente tutti gli oggetti di legno della casa e permettono di togliere o celare anche i piccoli danni alla vernice.

CERA PER LA CURA DEL LEGNO
2 g di cera d’api
1 cucchiaino da tè di lanolina
20 ml di olio di soia
5 ml di olio di trementina

Mettete in un recipiente tutti gli ingredienti e riscaldate lentamente a bagno maria finché la cera d’api  non si è completamente sciolta. Togliete quindi il recipiente dall’acqua e sbattete il composto con lo sbattitore elettrico azionato alla velocità minima. Versate il tutto in un barattolo. Questa cera può essere conservata per circa 8 mesi ed è adatta soprattutto per legni scuri.

CERA PER LEGNO ALL’OLIO DI SOIA
5 g di cera d’api
50 ml di olio di soia

Mettete la cera d’api e l’olio di soia in un recipiente e scaldateli a bagno maria fino a che non siano diventati una massa fluida limpida. Sbattete il composto con lo sbattitore elettrico alla minima velocità, dopo averlo tolto dal fuoco. Versate la cera in un contenitore. La cera all’olio di soia va versata su un panno senza peli e distribuito in modo uniforme sulla superficie di legno. Usatene solo piccole quantità perché penetra velocemente nel legno. Alla fine lucidare con un panno. Questo composto dura circa 6 mesi.

LUCIDANTE PER MOBILI
2 g di cera d’api
1 cucchiaino da tè di lanolina
20 ml di olio d’avocado
5 ml di olio di trementina
3 fogli di carta A4

Bruciate la carta in un recipienti di metallo (operazione da effettuare all’aria aperta). Mettete gli altri ingredienti in un recipiente e scaldateli a bagno maria finché la cera d’api si è sciolta completamente. Togliete il composto dal fuoco e aggiungetevi tre cucchiai da minestra di cenere ottenuta dalla carta bruciata. Sbattete il tutto a freddo con un frustino, non troppo energicamente. Versate il tutto in un vasetto di plastica. Questo lucidante per mobili ha la durata di circa 8 mesi ed è indicato per il legno diventato opaco e per togliere macchie e graffi leggeri.

Con l’aceto un modo ecologico di pulire casa

mercoledì, aprile 23rd, 2008

Come avrete già capito non amo molto i detersivi e preferisco un modo ecologico di pulire la mia casa. Dopo un articolo sui modi d’uso del bicarbonato di sodio ora mi vorrei soffermare su un ottimo biodetersivo, l’aceto. L’aceto può essere impiegato in mille modi, sia nelle pulizie di casa che in fase di risciacquo ed ha l’incredibile vantaggio di non inquinare e di non lasciare residui chimici tossici. Non bisogna mai dimenticare però che, nonostante quello che comunemente si è sempre creduto, l’aceto non ha un potere igienizzante, a differenza del bicarbonato. L’aceto e’ un blando disinfettante, più che altro sgrassa e deodora.

FUNZIONE ANTICALCARE

  • Con poche gocce di aceto caldo versate su una spugna si possono togliere le macchie di calcare dai lavandini e dai rubinetti. Dopo avere passato la spugna basta risciacquare ed asciugare bene. Se è presente molto calcare è necessario svitare le griglie dei rubinetti o il bulbo della doccia ed immergerli nell’aceto fino a quando il calcare non inizia a sciogliersi. Di solito sono necessarie poche ore. Per i casi più difficili ci vogliono anche 24 ore.
  • L’aceto serve anche a togliere il calcare dal ferro da stiro. Basta riempirlo di una soluzione composta per metà di acqua e per metà di aceto, farlo scaldare e fare uscire un po’ di vapore. Poi va spento e lasciato raffreddare in posizione verticale. Infine va svuotato e sciacquato all’interno con acqua.
  • Per eliminare il calcare dalla lavatrice si devono versare 4 litri di aceto allungato con acqua e programmare un lavaggio, naturalmente vuoto, a 90°. Con l’acqua e l’aceto si possono lavare anche le parti interne ed esterne della lavabiancheria.

PULIZIE IN CASA CON L’ACETO

  • Le finestre, i lampadari e gli oggetti di vetro possono essere lavati con acqua ed aceto. Vanno poi sciacquati con acqua pura ed asciugati. In questo modo si tolgono le tracce di mosche ed insetti vari. Il procedimento è indicato anche per far risplendere le lenti degli occhiali;
  • Qualche goccia di aceto su un panno inumidito aiutano a togliere la ruggine, a lucidare il rame e a sgrassare e deodorare le pentole. Per il rame e l’ottone conviene unire l’aceto al sale grosso che dovrà essere solo inumidito.
  • Ho letto che per pulire il legno laccato ci si deve passare sopra uno straccio imbevuto di acqua tiepida e aceto,seguendo la venatura del legno e poi ripassare con uno straccio morbido e asciutto. Per lucidare i mobili di legno non verniciato unire aceto ed olio in parti uguali e, seguendo sempre le venature del legno, ripassare con uno straccio
  • Io con acqua ed aceto lavo regolarmente anche il frigorifero.
  • Per la cabina della doccia, invece di un panno morbido, uso una sugna di quelle con un lato ruvido, imbevuta di aceto. Poi sciacquo ed asciugo con attenzione.
  • Per deodorare o sbloccare lo scarico del lavandino è sufficiente versarci dell’aceto una volta la settimana

PULIZIA DEI TESSUTI

  • Per dare nuova luce a tappeti e moquette basta passare l’aspirapolvere e poi uno straccio imbevuto di aceto bianco, seguendo il verso del pelo. Non sfregare troppo perché si rischia di rovinare il tessuto. Questo trattamento è un ottimo sistema antitarme.
  • L’aceto elimina le macchi più ostinate. Si devono tamponare con l’aceto e queste spariscono. Se la camicia è macchiata di deodorante, si deve immergere in acqua ed aceto prima di procedere con il consueto lavaggio.
  • Per togliere le macchie grasse dalla pelle scamosciata basta strofinare la zona interessata.
  • Per rendere più vivaci i colori dei tessuti è sufficiente aggiungere all’acqua dell’ultimo risciacquo una tazza di aceto. Questo impedirà ai colori di stingere.

USI DELL’ACETO PER FIORI E PIANTE

  • Con l’aceto si possono estirpare le erbacce sul vialetto o il passo carraio della propria abitazione.
  • Per aumentare l’acidità della terra nelle zone caratterizzate da acqua dura.
  • Per far respirare meglio le piante ed i fiori in vaso, si deve lavare l’esterno dei vasi i terracotta con acqua tiepida ed aceto. Dopo averli sciacquati, i pori della terracotta saranno liberi e renderanno più facile la ‘respirazione’ delle radici delle piante.
  • 2 cucchiai di aceto e 2 di zucchero, sciolti nell’acqua, favoriscono la durata dei fiori recisi.
  • Contro le formiche l’aceto spruzzato nelle zone da loro preferite, è un ottimo rimedio.

ANTIODORANTE

  • Per togliere l’odore in una stanza verniciata di fresco basta mettere uno o più contenitori pieni di aceto
  • Se il vostro cane puzza come il mio, si deve strofinargli l’aceto sul pelo e poi risciacquarlo con acqua pura

Se qualcuno di voi conosce l’inglese c’è un blog molto interessante in cui sono elencati 62 modi diversi di impiegare l’aceto in casa.

Giù le mani dal mio bucato!

mercoledì, ottobre 17th, 2007

Terrore! Ecco il sentimento che provo quando apro il cestone dei panni sporchi. E la seconda reazione a catena è …. E ora? Montagne di indumenti di tutti i colori che emanano un odore misto di chiuso e di sudore (lo sa bene chi frequenta una palestra e getta pantaloncini e magliette insieme agli altri capi, alla faccia delle più comuni norme igieniche) ci guardano con fare beffardo sapendo che provocheranno, con tutta probabilità, litigi furiosi con i nostri figli, per la maglia preferita ristretta, e la quasi separazione con il caro maritino a causa di un corredo intimo rosa pallido. Allora, prendo fiato ed inizio a dividere i capi per colore (bianco, colorati, scuro e biancheria di casa) e per tipi di fibra (artificiale, sintetica, animale e vegetale). Per fare questo mi affido o alla memoria (certi miei vestiti hanno un’età indefinita tipo tartaruga gigante di Darwin) oppure leggo l’etichetta, che rimane sempre il miglior modo per evitare guai, anche se a volte sarebbe necessario un interprete simultaneo. Naturalmente è sempre meglio separare anche i panni molto sporchi da quelli delicati. Le macchie vanno trattate prima del lavaggio. Per togliere le macchie in modo efficace bisogna essere veloci, anche se questo comporta un ritardo al lavoro e una segnalazione al capo turno. Si deve sciacquare la macchia con acqua tiepida o fredda strofinando leggermente (vietatissimo usare l’acqua calda perché fissa la macchia) poi si deve lasciare il capo in ammollo nell’acqua in cui si è sciolto il detersivo. Ho sentito dire che i detersivi biologici sono perfetti per le macchie organiche (sangue, sudore) e per quelle degli alimenti come il vino, caffé ecc., mentre per le macchie di biro ci vuole il sapone a scaglie. Sinceramente non ho mai provato. Quando ho fretta uso uno smacchiatore di quelli da mettere direttamente sulla macchia e poi butto il capo in lavatrice. Per ora ha sempre funzionato. Ora arriva il passaggio che regolarmente dimentico: controllare le tasche dei pantaloni. Quante volte mi è capitato di aprire il cestello della lavatrice e trovare una nevicata natalizia degna degli anni ’80. Ma questo non mi fa desistere e ogni volta il miracolo di Natale si ripresenta. Un’altra cosa importante è chiudere le cerniere, i bottoni ed i ganci dei capi e capovolgere i jeans e i pantaloni in cotone. Se in lavatrice mettete anche il vostro reggiseno di pizzo e la sottoveste delle grandi occasioni (molto male, andrebbero assolutamente lavate a mano), almeno abbiate l’accortezza di riporle in una federa che farà il possibile per proteggerle ed usare un sapone liquido, più delicato di quello in polvere. A lungo andare i capi bianchi tendono ad ingiallirsi se vengono lavati con acqua troppo calda, mentre le fibre naturali tendenzialmente si restringono. Fate attenzione quindi e se li lavate a mano, sciacquateli accuratamente e togliete ogni traccia di sapone. Come ultima raccomandazione, non caricate il cestello con chili e chili di vestiti perché il risultato potrebbe essere terribile per la vostra autostima. Ma la regola fondamentale, al di là di queste dritte, da rispettare sempre e comunque, è quella di non permettere a proprio marito di avvicinarsi alla lavatrice (figurarsi di fargliela usare), neanche se siete costrette a mettertvi gli stessi vestiti da giorni. Un momento di tempo per il fare il bucato lo troverete prima o poi.